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Manto fu, che cercò per terre molte…l’origine di Mantova

Il discorso di Virgilio sull’origine di Mantova, nel XX canto dell’Inferno, è il filo conduttore di questo itinerario  dalla città alla Riserva Naturale della Vallazza e alle mura del Forte di Pietole. Luoghi ancora oggi  fortemente evocativi per conoscere l’origine della città. Itinerario ad anello con possibile ritorno in motonave.

Dal parcheggio di piazza Porta Mulina si scende al sottopasso imboccando a destra la ciclo-pedonale che costeggia il lago di Mezzo e il lago Inferiore e giunge a Porto Catena. Oltrepassato il ponte rotante si sale sull’argine passando in fianco al parcheggio di piazza Anconetta ed imboccando vicolo Argine Maestro, l’antico percorso di ronda della città,  fino all’incrocio con strada Diga Masetti;  dopo averla attraversata, si scende per la strada sterrata sino ai giardini pubblici Baden-Powell.  Da qui si prende il sottopassaggio di via Brennero mantenendo la destra ed entrando nella vasta area di forestazione urbana di  Bosco Virgiliano, il grande parco progettato e realizzato negli ’30 del Novecento e dedicato al “sommo poeta”.  Si percorre tutto il lungo viale alberato di pioppi cipressini e, a sinistra, ci si immette in viale Learco Guerra. La strada è a basso traffico e oltrepassa la zona sportiva – campo da motocross Migliaretto  – per proseguire diritta  sino a dove il fondo stradale diventa ghiaiato ed entrare nella zona campestre arginale del vecchio alveo  del lago Paiolo. Si arriva quindi all’ingresso del forte franco- asburgico di Pietole  imboccando a sinistra il sentiero in terra battuta che porta in fregio al lago, ed entrando nella  Riserva Naturale della Vallazza. Lo stretto sentiero prosegue attraversando la zona umida e offre suggestivi scorci tra la fitta vegetazione spontanea sui fossati e sulle bastionature della grande struttura militare. Una particolare attenzione va posta nel caso di lunghi periodi di pioggia che possono provocare l’innalzamento delle acque del lago, allagando parzialmente il sentiero che risulta quindi impraticabile. Si sale quindi, dopo un ponticello in legno, per la strada in sabbia che sbocca sull’antico piano campagna dell’argine del Mincio e si prosegue diritto seguendo la strada dell’argine . Giunti ad un incrocio compaiono le case del piccolo abitato di  Andes, ritenuto il luogo natale di Virgilio. Si scende a sinistra per lo stradello che porta al piccolo e suggestivo porticciolo (indicazione di attracco fluviale) per una sosta e successivo ritorno con le seguenti possibili varianti:

  • in motonave:  attraversando il corso del Mincio  e passando per la Riserva della Vallazza  (informazioni presso le compagnie di navigazione per orari del servizio con trasporto biciclette).
  • in bicicletta: si ritorna dal porticciolo al Forte di Pietole  imboccando la ciclopedonale per Borgo Virgilio sino alla periferia del centro abitato immettendosi in strada del Corriere. Da qui si  imbocca la pista ciclabile che, parallela a Via Parma, riporta a Bosco Virgiliano e di nuovo a Porta Mulina ripercorrendo l’itinerario di andata.

Percorso ad anello

Luogo di partenza:  Porta Mulina  (parcheggio).

Luogo di transito: porticciolo di Andes (Pietole) con successivo ritorno al punto di partenza.

Lunghezza ciclotour completo:  17 km circa  – parte su ciclopedonali  in sede propria e strade sterrate.

Lunghezza ciclotour  con ritorno in motonave: km 10 circa con un’ora di navigazione e sbarco a Mantova.

Tempi ciclotour completo:  4,00 ore circa – soste escluse.

Cosa vedere: i lungolaghi della città, porto Catena ed il ponte mobile, la ciclabile sul cammino di ronda di Valletta Valsecchi, i giardini Baden-Powell, Bosco Virgiliano, Forte di Pietole, Riserva Naturale della Vallazza, porticciolo di Andes.

* Si segnala, a tre km. circa da Andes,  il Parco Archeologico Etrusco del Forcello.

 

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