Archivio per categoria: Acqua nell’anima benessere

Fitness sulle sponde dei laghi

Il “Cammino” delle Grazie in bicicletta

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Il tradizionale percorso di pellegrinaggio da Mantova al Santuario della B.V. delle Grazie, nel comune di Curtatone, in bicicletta sulla ciclo-pedonale e in fregio al lago Superiore, con ritorno in barca attraverso la Riserva Naturale delle Valli del Mincio.

Si parte da Porta Mulina prendendo la ciclo-pedonale in sponda destra del lago Superiore, a sinistra dopo il sottopasso, e si prosegue per i Giardini di Belfiore, la grande area verde attrezzata che occupa buona parte dell’omonimo quartiere.  In corrispondenza del monumento dedicato ai Martiri del Risorgimento mantovano, giustiziati nella “valletta di Belfiore”, si entra nella zona residenziale in fregio al lago imboccando via Pascoli e percorrendola fino alla fine. Poco prima della salita, sulla destra, parte la ciclo-pedonale naturalistica che, superato un piccolo bosco di saliceto misto, costeggia il lago tra canneti e cariceti, con splendida vista sulla Riserva del Parco del Mincio, frequentata in stagione dalla avifauna migratrice,  tra cui molti aironi e altre specie migratorie. Seguendo il sentiero ciclabile si giunge nei pressi della chiesa di Santa Maria degli Angeli, cuore del caratteristico borgo rivierasco di pescatori di Castelnuovo Angeli;  un tempo il borgo forniva gran parte del  pescato alle rinomate trattorie e ai ristoranti della città. Si ritorna quindi sulla ciclabile principale in sede propria, proseguendo in sicurezza in fregio alla strada statale per altri 3 km circa sino a raggiungere il Santuario della B.V. delle Grazie. Il luogo di culto, con il borgo che vi crebbe intorno è da secoli meta costante di pellegrinaggi ed espressione autentica e singolare di devozione popolare. Il Santuario è noto, oltre che per la grande quantità di statue votive ed ex-voto polimaterici,  per il coccodrillo mummificato e incatenato alla volta, espressione del maligno.  Il borgo è rinomato a livello internazionale per il concorso dei Madonnari che si tiene ogni anno in occasione della Fiera dell’Assunta:  a partire dal tramonto del 14 e fino al pomeriggio inoltrato del 15 agosto questi artisti, chini sull’asfalto,  colorano di immagini sacre e devozionali  il grande piazzale-sagrato;  opere originali o copie di grandi maestri spesso destinate a durare pochi giorni in attesa del temporale di fine estate.

Due gli itinerari possibili di ritorno:

in barca: dal porticciolo retrostante il santuario ci si imbarca e, attraversando le Valli del Mincio,  si giunge a Mantova, presso l’attracco di Porta Mulina (un’ora e mezzo circa). Da organizzare il servizio trasporto biciclette.

in bicicletta: ritornando per il percorso di andata, magari dopo aver degustato un tipico menu’ locale presso uno dei rinomati ristoranti del borgo, apprezzati dai molti turisti e cittadini.

Luogo di partenza:  Porta Mulina – lago Superiore (parcheggio).

Luogo di arrivo: Grazie di Curtatone

Ritorno: in bicicletta per l’itinerario di andata;  in alternativa, in barca da prenotasi presso le compagnie di navigazione.

Lunghezza: 14 km circa

Tempi: 3,30 ore circa  + 1 ora circa di navigazione per ritorno in barca

Cosa vedere: Parco Giardino di Belfiore in riva a lago, il percorso di collegamento naturalistico in fregio a lago da Belfiore sino agli Angeli, Chiesa di Santa Maria degli Angeli, borgo e Santuario delle Grazie, ritorno in barca attraverso le Valli del Mincio.

 

Ciclotour e Trekking natura

Dalla città dei palazzi e delle chiese alla città degli alberi  

 Dal Parco Periurbano  alla Riserva Naturale Statale di “Bosco della Fontana” e alla villa di caccia dei Gonzaga. Un itinerario per chi desidera un’ immersione totale in un’oasi di pace e di bio-diversità a pochi chilometri dalla città. Sito di Importanza comunitaria e zona di protezione speciale appartenente alla Rete Europea Natura 2000.  

Si parte dal parcheggio di Campo Canoa, da dove si prende il sottopasso che conduce all’interno del Parco Periurbano, vasta area rinaturalizzata in anni recenti sulla sponda sinistra del lago di Mezzo. Si prosegue  percorrendo i suoi viali e sentieri tra saliceti, zone umide e boschetti di nuova realizzazione. L’itinerario porta ad affacciarsi sul lago, con belle visioni prospettiche sulla città gonzaghesca.  Si giunge quindi in prossimità di Cittadella, l’antico borgo difensivo un tempo bastionato, passando per la cinquecentesca Porta Giulia che immette nell’omonima piazza. Dal sottopasso si prosegue per via San Michele, via San Giovanni Bono sino ad immettersi sulla ciclabile Mantova-Peschiera. Imboccata la ciclabile, tutta in sede propria, si prosegue per Corte San Girolamo ed il suo antico mulino ad acqua e da qui si seguono le indicazioni sino al bivio, che indica la deviazione per Bosco Fontana. Le vaste campagne accompagnano il cicloturista sino all’ingresso della Riserva Naturale Statale di Bosco della Fontana dove, lasciate le biciclette, si entra dal cancello di accesso, e percorrendo  il grande viale alberato si giunge alla palazzina gonzaghesca, realizzata nel 1592 per Vincenzo I Gonzaga e usata come casino di caccia dalla famiglia.  L’edificio appare quasi fiabesco, inserito al centro del bosco, in una splendida cornice ambientale.  Sul retro della villa, la fontana quadrilobata, cui si deve il nome,  è alimentata da una sorgente naturale  nota sin dal XII secolo. La Riserva ha una estensione di  236 ettari di cui 198 a bosco e la parte rimanente a praterie, sentieri e radure, ed è una delle ultime testimonianze viventi delle antiche e vaste foreste planiziali che ricoprivano la pianura padano-veneta. I viali rettilinei realizzati nel XVIII secolo dagli Austriaci e convergenti in piazze circolari, consentono  bellissime camminate esplorative,  dando la possibilità  di ammirare  la straordinaria bio-diversità del luogo mantenuta nel corso dei secoli.  Percorrere i lunghi e silenziosi viali, cercando di percepire rumori e suoni, isolandosi  dal traffico e dalla frenesia dei ritmi quotidiani  a pochi chilometri dalla città,  è ciò che rende particolarmente attraente questo luogo come meta di relax e pace. A facilitarne la percorrenza, all’ingresso è sempre disponibile una mappa di orientamento.  Inoltre in occasione di eventi e aperture straordinarie,  è possibile la visita alla villa.

Si ritorna a Mantova per il medesimo percorso di andata.

Luogo di partenza: parcheggio Campo Canoa – lago Inferiore .

Luogo di arrivo: Bosco Fontana

Ritorno: itinerario di andata.

Lunghezza: Da Campo Canoa 18 km circa andata e ritorno

In alternativa: partenza da porta Mulina (La Zanzara) 13 km andata e ritorno

Tempi: da Campo Canoa:  4,00 ore circa con visita al bosco e alla villa – da porta Mulina: 3,00 ore circa.

Cosa vedere: Parco Periurbano, Porta Giulia ed i bastioni nord dell’antica fortificazione , la pista ciclabile Mantova-Peschiera, le ampie campagne tra Mantova e Bosco Fontana, la Riserva di Bosco della Fontana.

Manto fu, che cercò per terre molte…l’origine di Mantova

Il discorso di Virgilio sull’origine di Mantova, nel XX canto dell’Inferno, è il filo conduttore di questo itinerario  dalla città alla Riserva Naturale della Vallazza e alle mura del Forte di Pietole. Luoghi ancora oggi  fortemente evocativi per conoscere l’origine della città. Itinerario ad anello con possibile ritorno in motonave.

Dal parcheggio di piazza Porta Mulina si scende al sottopasso imboccando a destra la ciclo-pedonale che costeggia il lago di Mezzo e il lago Inferiore e giunge a Porto Catena. Oltrepassato il ponte rotante si sale sull’argine passando in fianco al parcheggio di piazza Anconetta ed imboccando vicolo Argine Maestro, l’antico percorso di ronda della città,  fino all’incrocio con strada Diga Masetti;  dopo averla attraversata, si scende per la strada sterrata sino ai giardini pubblici Baden-Powell.  Da qui si prende il sottopassaggio di via Brennero mantenendo la destra ed entrando nella vasta area di forestazione urbana di  Bosco Virgiliano, il grande parco progettato e realizzato negli ’30 del Novecento e dedicato al “sommo poeta”.  Si percorre tutto il lungo viale alberato di pioppi cipressini e, a sinistra, ci si immette in viale Learco Guerra. La strada è a basso traffico e oltrepassa la zona sportiva – campo da motocross Migliaretto  – per proseguire diritta  sino a dove il fondo stradale diventa ghiaiato ed entrare nella zona campestre arginale del vecchio alveo  del lago Paiolo. Si arriva quindi all’ingresso del forte franco- asburgico di Pietole  imboccando a sinistra il sentiero in terra battuta che porta in fregio al lago, ed entrando nella  Riserva Naturale della Vallazza. Lo stretto sentiero prosegue attraversando la zona umida e offre suggestivi scorci tra la fitta vegetazione spontanea sui fossati e sulle bastionature della grande struttura militare. Una particolare attenzione va posta nel caso di lunghi periodi di pioggia che possono provocare l’innalzamento delle acque del lago, allagando parzialmente il sentiero che risulta quindi impraticabile. Si sale quindi, dopo un ponticello in legno, per la strada in sabbia che sbocca sull’antico piano campagna dell’argine del Mincio e si prosegue diritto seguendo la strada dell’argine . Giunti ad un incrocio compaiono le case del piccolo abitato di  Andes, ritenuto il luogo natale di Virgilio. Si scende a sinistra per lo stradello che porta al piccolo e suggestivo porticciolo (indicazione di attracco fluviale) per una sosta e successivo ritorno con le seguenti possibili varianti:

  • in motonave:  attraversando il corso del Mincio  e passando per la Riserva della Vallazza  (informazioni presso le compagnie di navigazione per orari del servizio con trasporto biciclette).
  • in bicicletta: si ritorna dal porticciolo al Forte di Pietole  imboccando la ciclopedonale per Borgo Virgilio sino alla periferia del centro abitato immettendosi in strada del Corriere. Da qui si  imbocca la pista ciclabile che, parallela a Via Parma, riporta a Bosco Virgiliano e di nuovo a Porta Mulina ripercorrendo l’itinerario di andata.

Percorso ad anello

Luogo di partenza:  Porta Mulina  (parcheggio).

Luogo di transito: porticciolo di Andes (Pietole) con successivo ritorno al punto di partenza.

Lunghezza ciclotour completo:  17 km circa  – parte su ciclopedonali  in sede propria e strade sterrate.

Lunghezza ciclotour  con ritorno in motonave: km 10 circa con un’ora di navigazione e sbarco a Mantova.

Tempi ciclotour completo:  4,00 ore circa – soste escluse.

Cosa vedere: i lungolaghi della città, porto Catena ed il ponte mobile, la ciclabile sul cammino di ronda di Valletta Valsecchi, i giardini Baden-Powell, Bosco Virgiliano, Forte di Pietole, Riserva Naturale della Vallazza, porticciolo di Andes.

* Si segnala, a tre km. circa da Andes,  il Parco Archeologico Etrusco del Forcello.

 

L’acqua in città: seguendo il corso del Rio

Un percorso romantico e in parte nascosto, fatto di “entrate ed uscite” dalle vie, dai vicoli e da piazzette non percorse normalmente dal flusso cittadino. Affacci di una città che pare voglia specchiarsi nel piccolo Rio che la attraversa dal 1200. Un percorso urbano, semplice  ma suggestivo e  fortemente rievocativo di una Mantova che in parte non c’è più. Si parte dalla piazzetta delle “Sguasadore (da vicolo Stabili),  presso la chiesa di San Francesco, così definita per la  presenza delle lavandaie che anticamente qui lavavano i panni per i signori della città, mettendoli  poi al sole a “gocciolare” (dialetto:  sguasar) e ad asciugare. Proseguendo con la toponomastica degli antichi mestieri, da vicolo Stabili  si passa di fronte a vicolo Chiodare, dove ancora si possono vedere i chiodi ove le lane lavate e purgate venivano appese ad asciugare.  Si imbocca quindi la vicina via Corrado per giungere in piazza Cavallotti  dove il Rio scompare per un percorso sotterraneo, per  ricomparire poi in piazza Martiri di Belfiore sul Lungo Rio IV Novembre nei pressi delle “Pescherie” di Giulio Romano. Da via Pescheria si prosegue per un breve tratto in via XX Settembre prendendo poi a sinistra vicolo Scala e  a destra vicolo Sottoriva per una suggestiva passeggiata lungo il Rio;  qui si specchiano le case della città vecchia e le corti giardino delle dimore più signorili.  Si esce da vicolo Chiavichette per tornare di nuovo in via XX Settembre e, dopo un brevissimo tratto, si prende a destra l’elegante via Massari con il suo pittoresco ponte per un nuovo doppio affaccio sul Rio;  a nord la veduta delle Pescherie e a sud quella verso  il Ponte degli Arlotti, l’ultimo dei cinque ponti prima di porto Catena, l’antico porto fluviale della città. Da via Massari si prosegue  e si prende a destra via Corridoni, prima in leggera salita e poi in discesa “vertiginosa” sino a porto Catena, dove comincia il percorso sulla ciclo-pedonale  dei lungolaghi.  La si percorre quindi  in tutta la sua lunghezza (3,5 km circa) – lungolago Gonzaga e viale Mincio, rientrando a porta Mulina e proseguendo per via Porto. Si passa quindi per piazza d’Arco, dominata dal settecentesco palazzo del conti d’Arco  e si segue il tragitto sino alla chiesa di San Francesco e all’omonima piazza;  pochi metri in via Solferino e San Martino e di nuovo sulla destra compare la piazzetta delle “Sguasadore”, nostro punto di partenza.

Luogo di partenza e di arrivo: piazzetta “Sguasadore” (vicolo Stabili) , presso piazza San Francesco

Lunghezza:  5 km

Tempi: 2,30 ore

Percorso ad anello: piazzetta “Sguasadore” – via Marangoni – piazza Cavallotti – lungorio IV Novembre – via XX Settembre – vicolo Scala – via Sottoriva – via Chiavichette – via Massari – via Corridoni – porto Catena – lungolago dei Gonzaga e di viale Mincio.

Cosa vedere: le piazzette legate ad antichi mestieri, i vicoli, gli affacci nascosti del centro storico sul Rio, lo sbocco a porto Catena le aree verdi a giardino dei  lungolaghi cittadini.

Il Parco Periurbano e i forti staccati di Fossamana e di Frassino

Caratteristiche del percorso: strade in battuto, strade campestri, ciclo-pedonali in sede propria

Luogo di partenza e di arrivo: piazza Sordello

Lunghezza: 5,6 km circa

Tempi: 3 ore circa con soste nel Parco

Si parte da Piazza Sordello, immettendosi sulla ciclo-pedonale del lungolago di viale Mincio e proseguendo per Borgo Cittadella. Il tratto è caratterizzato dalle ampie e suggestive vedute sul lago di Mezzo e sul lago Superiore e a ciò che resta del ponte dei Mulini e del sistema idraulico progettato nel 1188 da Alberto Pitentino per la regolazione delle acque del Mincio intorno alla città. Si prosegue sino alla darsena della Canottieri Mincio con parziali visioni sull’antica piazzaforte; imboccando via San Giovanni Bono e via San Michele (sottopasso) si entra in piazza Porta Giulia, dominata dalla singolare porta di accesso settentrionale alla città, costruita su disegno di Giulio Romano. Superata la porta, si notano i resti dei bastioni cinquecenteschi della Cittadella di Porto, avamposto fortificato che costituiva la difesa del ponte-diga dei Mulini.  Qui il 20 febbraio 1810 fu sacrificato l’eroe tirolese Andreas Hofer; a lui è dedicato lo Spazio Culturale Andreas Hofer, piccolo e accogliente museo sito nella piazza. Seguendo strada Montata, passando vecchi orti e case liberty, si entra nel Parco Periurbano, creato nel 1998 e ancora oggi in fase di parziale ampliamento e completamento.  Si estende per circa 851.000 mq.  lungo le sponde dei laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore sino ad interessare diverse aree naturali intorno alla città, meta ambita di uccelli migratori e stanziali.  Si prosegue con il paesaggio “moderno” superando il ponte sul torrente Parcarello e costeggiando in modo evidente l’ex Cartiera Burgo, ”la fabbrica sospesa”,  costruita su progetto di Luigi Nervi nel 1961, per poi entrare nel  tratto centrale del parco tra ombrosi saliceti, boschi misti e zone umide.  Due sono gli itinerari contrassegnati che ad un certo punto si offrono al camminatore.  Il primo, interno al parco, ed il secondo in sponda lago con panorama sulla città. Manteniamo il percorso interno con indicazione per la Rocca di Sparafucile seguendo sempre la carrareccia e le zone umide rinaturalizzate, fino a raggiungere un bivio con due colonne di confine. Al bivio si tralascia il percorso iniziale e si prende a sinistra seguendo in leggera salita la carrareccia sino a quello che anticamente era il piano di campagna superiore, dal quale si dominava parte della città, e si arriva a ciò che resta della fortificazione di Fossamana, costruita tra il 1859 e il 1866, in ambiente campestre e solitario. La lunetta difensiva offre ancora una parziale visione dell’impianto militare con il vecchio fossato a secco, una parte della ridotta e del terrapieno.   La sottostante zona umida dalla quale si proviene e la campagna circostante rendono particolarmente suggestivo il luogo, soprattutto verso il tramonto.  Si prosegue scendendo di nuovo per la carrareccia che conduce agli ampi viali ombrosi del parco, sino alla Rocca di Sparafucile (XV secolo), umile testimone dell’antico borgo murato di San Giorgio un tempo esistente e che proteggeva la città da ovest; il borgo fu demolito da Napoleone nel 1801 lasciando in piedi solo la Rocca come punto di avvistamento; ebbe questa funzione sino al 1914. Nel “Rigoletto” verdiano divenne la locanda del sicario assoldato dal buffone, da qui il nome “Sparafucile”. Dalla Rocca si attraversa la strada comunale e, proseguendo sulla pista ciclabile a sinistra, si entra nel quartiere di Lunetta per viale dei Caduti.  A sinistra, superate alcune villette ed entrati nel viale alberato, si trova l’accesso al piccolo parco del Forte di Frassino, costruito tra il 1859 e il 1860, per una esplorazione.  La struttura militare, di recente parzialmente ristrutturata, mantiene interamente l’assetto fortificatorio originario; vi si accede da un anfratto laterale per un percorso particolarmente suggestivo. Dal forte si ritorna quindi sul percorso di andata passando per il monumento a Pietro Fortunato Calvi, martire del Risorgimento mantovano, per giungere poi al parcheggio di Campo Canoa. Dal parcheggio parte la ciclo-pedonale per il centro storico, con bellissima veduta del profilo turrito della città.  Si ritorna quindi in piazza Sordello per la ciclo-pedonale che costeggia il ponte di San Giorgio, nostro punto di partenza.

Cosa vedere:

passeggiata dei lungolaghi, le opere idrauliche del Pitentino, Porta Giulia e le mura gonzaghesche  con parte di ridotto difensivo; il Parco Periurbano (parte centrale) e le oasi rinaturalizzate; la Rocca di Sparafucile  e lunette difensive di Fossamana e di Frassino; lo skyline della città; l’ingresso dal ponte di San Giorgio.

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